Agriturismi, fattorie e ristoranti: la gastronomia sostenibile
Gourmet a km. 0
Turismo sostenibile: se ne parla sempre più spesso anche in Italia e aumentano le persone che organizzano le loro vacanze con un occhio di riguardo verso l’ambiente. Un buon punto di partenza per una vacanza ecosostenibile è la tavola: nel piatto arrivano solo alimenti a km. 0, coltivati in proprio dagli agriturismi e dalle fattorie didattiche, oppure provenienti da agricoltura e allevamenti biologici o acquistati da produttori locali.
Se la prima regola dell’economia è che all’aumento della domanda corrisponde un incremento dell’offerta, negli ultimi anni è cresciuto a vista d’occhio il numero di strutture di vario genere che possono fregiarsi del marchio “km. 0”. Tante e in crescita, in tutti i settori turistici: da quello della ricettività, con in prima fila agriturismi e fattorie didattiche, a quello della ristorazione, con ristoranti e trattorie che propongono soltanto prodotti biologici, dei quali viene resa nota la provenienza locale e controllata.
Per fare un po’ di chiarezza in un mercato che rischia di diventare selvaggio, è stato anche creato il marchio “Q – Qualità Ospitalità Italiana” che cerca di raggruppare quelle strutture che mettono in tavola solo prodotti biologici. Il marchio rappresenta senza dubbio un buon indizio per la scelta del proprio ristorante ecologico di riferimento, ma sono molte di più le attività che rispettano le regole del km. 0: in questi casi spesso bisogna fare affidamento sul proprio istinto e sul classico passaparola.
Se state pensando che la ristorazione sostenibile sia una prerogativa di regioni verdi, come l’Umbria e la Toscana, vi sbagliate. In tutta Italia ci sono strutture dove potrete andare a pranzo o a cena sapendo fin nei minimi dettagli cosa finirà nel vostro piatto. Nel nostro breve viaggio a km. 0 partiremo dalla Sicilia, per poi risalire la penisola, passando per la Puglia, l’Emilia Romagna, la Liguria e il Veneto. Buon appetito!
Prodotti tipici in provincia di Enna
Il nostro viaggio nel mondo della ristorazione sostenibile parte dalla provincia di
Enna, in Sicilia. A
Villarosa, circa 20 minuti dal centro del capoluogo, sorge l’
Azienda Agrituristica San Giovannello, che si estende per circa 75 ettari sulle colline che caratterizzano questa zona dell’isola. È anche possibile pernottare e permettere ai più piccoli di trascorrere qualche giorno a spasso nella natura ma il pezzo forte è il ristorante, due locali ricavati in una struttura rurale che in passato ospitava un pagliaio e una stalla. La cucina è quella tipica siciliana, con prodotti che fanno ogni giorno la storia della gastronomia dell’isola: la
frascatula ennese, per esempio, la cui ricetta risale al Medio Evo, oppure il
Piacentino, tipico formaggio a base di latte di pecora contraddistinto dalla colorazione gialla, dovuta alla presenza dello zafferano tra i suoi ingredienti di base. Il ristorante dell’Azienda Agrituristica San Giovannello è aperto
solo su prenotazione, per cui se volete andare ad assaggiare il meglio della gastronomia ennese dovete decidere con almeno un giorno di anticipo. Per i gruppi di almeno otto persone, poi, l’Azienda organizza anche dei corsi di panificazione: si parte con una dimostrazione di come il grano si trasformi in farina e si arriva a realizzare la propria pagnotta come
souvenir di un pranzo a km. 0. [
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Cibo e Natura in Puglia
Il comune di
Superano, in provincia di Lecce, si trova a metà strada tra il mar Jonio e il mar Adriatico, tra il porto di
Otranto e quello di
Gallipoli. Qui, in questo paese di poco più di 4.000 abitanti, nel centro del Salento, sorge l’
Agriturismo “Le Stanzie”, la cui affidabilità è testimoniata dal marchio
“Q – Qualità Ospitalità Italiana”. L’agriturismo si occupa esclusivamente di ristorazione e ha la sede in un’antica masseria che costituisce uno dei più antichi complessi architettonici dell’intero Salento. L’Agriturismo “Le Stanzie” offre una cucina basata essenzialmente sui prodotti tipici di questa terra, tutti realizzati con ingredienti genuini, a partire dall’olio extravergine di oliva che rappresenta una delle ricchezze principali della
gastronomia salentina. Prima o dopo pranzo, inoltre, potrete rilassarvi ammirando l’incantevole paesaggio rurale oppure potrete passeggiare negli oltre dieci ettari di pineta che circondano la masseria e visitare la zona archeologica, con
il più antico frantoio oleario del Salento. Se la genuinità e la semplicità della cucina rappresentano i due motivi principali per cui fermarsi a mangiare presso “Le Stanzie”, l’agriturismo è perfetto per raggiungere tre delle principali località turistiche della zona: oltre a Gallipoli e Otranto, entrambe distanti una trentina di chilometri, il paese di Superano dista circa 45 minuti da
Santa Maria di Leuca e da
Castrignano del Capo. [
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Menu a km. 0 in Emilia Romagna
Risaliamo velocemente lungo la penisola per raggiungere
Villa Minozzo, comune in provincia di Reggio Emilia dove, dal 1999, è attivo il
Rifugio Monteorsaro. Incastonato nel paesaggio del
Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, il rifugio propone una cucina di elevata qualità e interamente basata su ingredienti e prodotti di provenienza locale. Basta dare un’occhiata al menu per rendersi conto di come tutti i piatti siano scelti con l’obiettivo di valorizzare e promuovere la gastronomia emiliana in modo responsabile: tortelli ripieni, zuppa di farro, cappelletti in brodo e, ancora,
polenta con intingoli e selvaggina, bolliti misti. Un mix di piaceri capace di dare soddisfazione anche al palato più esigente, il tutto realizzato secondo i principi della cucina sostenibile, visto che il rifugio fa parte dei ristoranti che offrono
“Menu a km. 0”. Ottima anche la posizione, che rende il rifugio un buon punto di partenza per escursioni e percorsi di
trekking sia in estate sia in inverno, vista anche la vicinanza agli impianti di risalita di
Febbio. Il Rifugio Monteorsaro è aperto tutti i giorni durante i mesi di luglio e agosto mentre nel resto dell’anno apre soltanto nei weekend. È anche possibile pernottare. [
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Alassio, Qualcosa di più!
Andando alla ricerca di ristoranti che offrono
menu a km. 0, non ci si imbatte solo in agriturismi e in strutture immerse nel verde. Anche nei centri più grandi, infatti, la ristorazione sostenibile è in continuo sviluppo: una testimonianza in tal senso arriva da
Alassio, nota località turistica in provincia di Savona. Nel centro della cittadina ligure, direttamente affacciato sul mare, c’è il ristorate
“Qualcosa di più”, che ha fatto della genuinità degli ingredienti il suo punto di forza. La cucina proposta dallo chef è principalmente a base di pesce, e non potrebbe essere diversamente visto che ci troviamo in una zona che vive in simbiosi con il mare: potrete assaggiare la tagliata di
spada del Mediterraneo con concassè di pachino e filanger di menta oppure una
cruditè di pesce come antipasto; grande attenzione è riservata anche ai piatti vegetariani. Tutti gli ingredienti sono
freschissimi ed è alto il controllo sulla provenienza dei vari prodotti, che arrivano tutti da allevamenti e da agricoltura biologica. [
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La fattoria didattica “Il Filo d’Erba”
Dal nord ovest d’Italia ci spostiamo nel nord est, in
Veneto, un’altra regione dove è molto alta l’attenzione nei confronti della ristorazione, e del turismo, sostenibile. Più precisamente andiamo in provincia di Padova, a
Battaglia Terme, sui Colli Euganei, dove il sabato sera e la domenica a pranzo è possibile mangiare nella sede locale della
Fattoria Didattica “Il Filo d’Erba” dell’azienda agrituristica
“Altaura e Monte Ceva”. Tutti i piatti proposti sono realizzati con i prodotti biologici della Fattoria e si ispirano alla tradizione gastronomica veneta; naturalmente non aspettatevi di trovare alimenti che non siano “di stagione”, visto che tutti gli ingredienti utilizzati seguono il ritmo stagionale. Come antipasto, potrete assaggiare le
polpettine di pecora al timo o i crostini con burro agli aromi, salsa di portulaca e salsa di tarassaco; tra i primi si distinguono il pasticcio di verdure con crespelle oppure le
tagliatelle fatte in casa al ragù d’anatra, seguite da un’ampia scelta di secondi piatti, contorni e dolci. Per chiudere, un buon caffè: ovviamente anche quello è biologico, equo e solidale. Il ristorante della
Fattoria Bioecologica “Il Filo d’Erba” è aperto solo su prenotazione, sia nella sede di Battaglia Terme sia in quella di
Casale di Scodosia. [
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