Teramo, l'antica Interamnia
Teramo, denominata Interamnia dai Romani perché situata tra due fiumi (il Tordino e il Vezzola), sorge tra la riviera adriatica e l’appennino abruzzese.
Fu un importante centro romano, in epoca imperiale, e conserva ancora i resti di questa potente civiltà.
Passeggiando per il centro storico si ammirano alcune costruzioni archeologiche: il Teatro Romano, risalente al 30 a.C., i resti dell'enorme Anfiteatro, la Domus con lo splendido Mosaico del Leone.
A pochi passi da queste meraviglie millenarie, l'atmosfera cambia, lasciando il posto a suggestioni tipicamente medievali.
Incontriamo il simbolo di Teramo, la Cattedrale di San Bernardo, patrono della città.
Il Duomo è prevalentemente in stile romanico, con presenza di elementi gotici; la maestosa facciata è abbellita dal portale del 1332 e da un rosone, ed è sormontata da una serie di merletti. A fianco sorge il campanile del XV secolo. L'interno, diviso in tre navate, conserva un prezioso altare medievale e il Polittico di Sant'Agostino, considerato un gioiello della pittura rinascimentale abruzzese.
Altri edifici religiosi molto antichi arricchiscono il centro storico: la chiesa di Sant'Anna, di epoca bizantina, costruita su un tempio romano, la Chiesa di S. Antonio del 1227 e la Chiesa di San Domenico, in stile romanico, dove si ammirano, sia al suo interno che nel suggestivo chiostro, resti di affreschi di epoca medievale, raffiguranti la vita del santo.
Curiosità: merita attenzione la Chiesa della Madonna delle Grazie, del 1153. Vi sono esposte innumerevoli tavolette ex voto ed un interessante Chiostro, recentemente restaurato.
Sapori teramani
La cucina teramana, di origine povera e contadina, offre piatti dai sapori forti e decisi.
Il piatto più caratteristico della città sono “Le Virtù”, una tradizione culinaria che si rinnova ogni anno in occasione del primo di maggio. Il rito delle Virtù consiste nel cucinare ed assaporare tutti gli avanzi dell'inverno rimasti in dispensa, mescolati con i prodotti primaverili. Si cucinano prima separatamente, poi tutti insieme, ortaggi, legumi, pasta, poi si aggiungono pezzi di prosciutto, cotica di maiale e peperoncino. Se ne ricava una pietanza gustosissima, una sorta di minestrone molto particolare.
L’arte culinaria varia a seconda dei diversi periodi dell’anno, proponendo determinati piatti strettamente legati alla stagionalità dei prodotti.
Il periodo natalizio offre la Zuppa di Ceci e Pane Fritto, la Stracciatella, tipica minestra realizzata con brodo di gallina, uova, pezzetti di carne mista e cardo. Come secondo, il Tacchino alla Canzanese, celebra le feste di Natale e le ricorrenze importanti.
Il tacchino viene disossato e cotto al forno, poi guarnito con la gelatina ricavata dalle sue ossa. Anche in tema di dolci, il periodo festivo è particolarmente propizio: si preparano li caggiunitti (pasta fritta ripiena di castagne e ceci), i bocconotti (biscotti rotondi ripieni di marmellata), li pepatille (biscotti fatti con la farina nera, alle mandorle e pepe).
In tutta la zona c'è un largo uso della carne di pecora e di capra. Tra i piatti tipici troviamo la Capra alla Neretese (cotta al forno con pomodoro, peperoni e buccia di limone) e la Pecora alla Callara (bollita nel pentolone detto la callara, con gli odori del territorio).
Per accompagnare queste appetitose vivande, la zona offre un’ampia scelta di vini, fra i quali il Montepulciano d'Abruzzo DOC, il Trebbiano, la DOC Colline Teramane e alcuni vini ricavati dai riscoperti vitigni autoctoni: i bianchi Passerina, Pecorino e Montonico.
Montorio al Vomano
Montorio, lambito dal fiume Vomano, è un piccolo paese situato a 15 km da Teramo.
Il borgo storico si arrampica sui fianchi di una collina, ed è la parte più antica dell’abitato.
L’itinerario di visita può iniziare da Piazza Orsini, dove si affaccia la Collegiata di San Rocco e il Palazzo Marchesale. Nella piazza detta “Della Conserva” c’è un vecchio lavatoio: l’acqua sgorga da “I Mascheroni”, interessanti sculture a forma di testa umana scolpite nella pietra.
Sulla cima del colle, a difesa della città, venne costruito nel 1686 il Forte di San Carlo. Ora rimangono solo dei ruderi, ma vale la pena arrivare fin quassù per godere del panorama sulla pianura teramana.
Da alcune viuzze, si torna verso la parte bassa, si percorre l’antica strada principale del borgo, Via Beretra, si attraversa il fiume su un vecchio ponte e si raggiunge il Convento dei Cappuccini del 1576.
Ritornando verso il centro ci si sofferma su un altro Mascherone settecentesco, inserito nella Fonte Vecchia; si prende Via Urbani, detta “Strada di Sotto”, si ammirano la possente facciata del Palazzo Catini e ci si meraviglia quando improvvisamente si apre un terrazzo sulla sponda del Vomano.
Ritornando verso Piazza Orsini, si fiancheggia la Chiesa degli Zoccolanti del 1755, così chiamata per l’usanza dei frati di indossare fragorosi zoccoli di legno. Al suo interno è conservato un suggestivo chiostro.
Pietracamela alle pendici del Corno Piccolo
Pietracamela è un affascinante paesino situato ai piedi del Corno Piccolo, una delle cime del Gran Sasso d'Italia.
Si tratta di un nucleo storico formato da poche case in pietra che si arrampicano sulla montagna. Tutto il territorio comunale è all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga.
Il borgo, in stile medievale, è composto da un dedalo di viuzze, fiancheggiate dalle tipiche case in pietra locale, le “pretarole”.
I monumenti più importanti sono la chiesa di San Leucio (all’ingresso del paese), la Chiesa di San Rocco (nella parte più alta del borgo), la Casa Torre (antica torre di avvistamento).
A pochi chilometri dal paese si raggiungono i Prati di Tivo e le stazioni sciistiche appenniniche.