Il week-end di oggi ci porta sul Mar Mediterraneo dove antiche isole emergono dalle acque della vicina Sicilia per mostrarsi in tutto il loro fascino e bellezza: stiamo parlando delle meravigliose Isole Egadi. Conosciute sin dall’antichità con il nome di Aegates, le isole di questo arcipelago attirano ogni anno tantissimi visitatori affascinati dalla ricca varietà degli scorci e dei paesaggi presenti su questi piccoli lembi di terra. Nel nostro itinerario visiteremo le isole maggiori di Favignana, Levanzo e Marettimo, dalle coste sabbiose dove sdraiarsi e rilassarsi sotto al sole, alle escursioni nel cuore delle isole per ammirare le antiche rovine che si celano tra le bellezze naturali.
Come Arrivare
Per raggiungere le isole Egadi è possibile usufruire del servizio traghetto, con l’aliscafo che parte da Trapani ed è proposto dalle compagnie di Siremar e Ustica Lines.
Iniziamo subito il nostro week-end visitando l’isola di Marettimo. Seconda per grandezza dopo Favignana, Marettimo è l’isola perfetta per tutti i visitatori che intendono allontanarsi dalla confusione e dai rumori della città per rifugiarsi in un paradiso incontaminato dove a dominare è il silenzio surreale della natura viva che cresce indisturbata. Giunti nell’isola dallo scalo nuovo ci dirigiamo verso la parte nord dell’isola dove scorgiamo in lontananza Punta Troia che si estende verso il mare ed è sormontata dall’imponente Castello Spagnolo. Dal piccolo promontorio di Punta Troia proseguiamo verso la grotta del Tuono e Punta Mugnone. Da qui in poi le dolci coste che si gettano nell’acqua turchese, lasciano spazio alle aspre e alte rocce a picco sul mare dove si celano grotte di incomparabile bellezza. Raggiungiamo la Grotta Perciata e la Grotta del Presepe dove un vero e proprio spettacolo di stalattiti e stalagmiti si apre davanti ai nostri occhi lasciandoci quasi senza fiato. Gli appassionati di immersioni non mancheranno certo di visitare la secca del cretazzo che ospita una rigogliosa flora e fauna.
Nel pomeriggio ci spostiamo sull’isola di Favignana, indubbiamente la più nota e conosciuta fra i turisti per l’annuale pesca di tonni che si svolge nelle acque vicine, la cosiddetta Mattanza. L’isola, infatti, attira tantissimi turisti grazie alle sue incantevoli spiaggette sabbiose bagnate da un mare pulitissimo e alle meravigliose cale ancora poco conosciute, ma la vera bellezza dell’isola risiede soprattutto nella capacità di saper coniugare il nuovo con la tradizione ovvero le numerose attività turistiche proposte sull’isola con le tradizioni culinarie e soprattutto della pesca, come appunto la Tonnara o Mattanza accompagnata come sempre da preghiere e canti propiziatori come vuole l’usanza. Verso l’entroterra dell’isola, la cui forma ricorda molto una farfalla con le ali spiegate, il territorio è occupato da dolci rilievi montuosi e dalle due pianure di Piana e Bosco che circondano il massiccio montuoso. Sull’isola sarà molto semplice trovare un albergo per alloggiare durante la notte.
L’itinerario alla scoperta delle isole Egadi prosegue sull’isola di Levanzo. La più piccola delle isole Egadi ha una morfologia prevalentemente montuosa con coste alte e scoscese; il centro storico di Levanzo si sviluppa in un’insenatura naturale lungo la riva di Cala Dogana e, sulla sua sommità, è ancora possibile ammirare i resti di un’antica torre di avvistamento saracena. Sull’isola è difficile trovare strade asfaltate: l’unico tratto di strada, infatti, porta alla spiaggia del Faraglione. Pertanto munitevi di bicicletta o di scarpe comode se volete scoprire le bellezze naturali dell’isola! Prima di ripartire concedetevi un bagno a Cala Minnola, non ve ne pentirete.
Dopo un gustoso pranzetto con le specialità gastronomiche di Levanzo, cous cous di pesce e busiati, potrete raggiungere, senza troppa difficoltà nonostante l’assenza di strade, l’antica grotta rupestre, il grande tesoro dell’isola e patrimonio archeologico di Levanzo, nascosto dalla fitta vegetazione endemica. Situata lungo il versante occidentale dell’isola, la Grotta del Genovese è senz’altro un luogo ricco di fascino e suggestione per i suoi graffiti ricchi di particolari che riproducono una scena di caccia e di pesca del tonno accompagnate da danze tribali e rituali. Risalente nel 9200 a.C. circa, una volta abituati alla penombra della grotta si resta totalmente senza parole davanti a questo prezioso retaggio della storia che testimonia la millenaria presenza di uomini sull’isola.