Leggende e misteri del Nord-Est
Il Veneto dei misteri
Appassionati di misteri? Tutt’altro che spaventati dalla possibilità di ritrovarvi davanti agli occhi spiriti irrequieti? Curiosi a tal punto da addentrarvi tra antichi ruderi abbandonati ed inesplorate grotte? Se vedete il vostro profilo nell’identikit qui sopra tracciato, allora è impossibile che vi facciate sfuggire il prossimo week end che vi proponiamo. Due giorni nel Veneto, due giorni sulle tracce di storie, il più delle volte leggende, che hanno origini profonde e ben radicate nei confini regionali.
Fantasmi e spettri, miracoli e maledizioni, c’è davvero di tutto in quest’itinerario che attraversa ben cinque province, partendo ai piedi delle Dolomiti, che regalano una scenografica dal fascino unico alla città di Belluno, e terminando all’ombra del balcone più famoso al mondo, quello di Giulietta e Romeo a Verona. Il mistero come filo conduttore,l’arte, la cultura, le tradizioni e la natura come interessantissime ed essenziali componenti integrative.
Gli spiriti bellunesi, dal dio Thor alle streghe Anduane
Si parte da Belluno, e più precisamente si parte da Domegge di Cadore, piccolo paese di 2.600 abitanti a poco più di 45 km e 50 minuti di macchina dal centro del capoluogo bellunese. Qui, e più precisamente nelle acque del piccolo lago Cadin, la leggenda che riecheggia da secoli e lo spirito che non trova pace è quello del dio Thor. Figlio di Odino, Thor si fece costruire in quel luogo uno splendido castello da utilizzare come dimora personale. Odino adirato per la superbia del figlio decise di punirlo, ed appena questo sfiorò le acque del lago Cadin per dissetarsi si aprì sotto di lui una voragine che risucchiò l’intero castello e seppellì lo stesso Thor, imprigionandolo per sempre in quello stesso luogo che aveva scelto come simbolo della sua sovranità.
Riscendendo verso Belluno, l’intera vallata che si espande intorno a quella che quasi tutti identificano come la “Piccola Venezia di montagna”, per via del suo notevole patrimonio artistico, sarebbe infestata dagli spiriti di anime dannate che scorrazzano in lungo e largo terrorizzando gli abitanti del posto. Tra tutti i luoghi legati a spiriti maligni, quello sicuramente più suggestivo è sicuramente il Bus de la Lum, o semplicemente "buco della luce", un’enorme voragine in località Pian del Cansiglio che secondo la leggenda rappresentava la dimora della fameliche streghe Anduane, le quali passavano il tempo a terrorizzare gli abitanti dei paesi vicini.
Fantasmi nella provincia di Treviso
Se la mattinata trascorsa sulle tracce degli spiriti che invadono la provincia di Belluno non vi ha delusi, difficilmente lo farà allora un intero pomeriggio nella provincia trevigiana, dove a farla da padrona sono soprattutto i fantasmi.
Teatro per eccellenza in questo senso è soprattutto il Colle Montello, asperità di appena 371 metri compresa tra i comuni di Montebelluna e Nervesa della Battaglia. Qui, tra i suoi rigogliosi boschi, si narra che un tempo era solito udire, durante le più fredde notti d’inverno, il suono malinconico del violino appartenuto ad un musicista di strada morto di freddo proprio in quegli stessi prati qualche anno prima. E poi, come non farsi condizionare dalle numerose creature che, sempre secondo la leggenda, popolavano il Montello. Draghi maligni, serpenti che custodivano al loro interno diamanti, fate buone, ma anche orchi e gnomi che consegnano, ancora oggi, a questa piccola montagna dalla forma tipica di una tartaruga il profilo di un luogo davvero surreale.
Se dopo aver camminato tra grotte e dirupi che alimentano le leggende legate al Colle Montello la vostra fame di mistero non è ancora appagata, allora non esitate a fare un salto a fine giornata all’Abbazia di Monastier, piccolo comune di 4.000 abitanti sempre in provincia di Treviso. Uno dei luoghi più ricchi di mistero dell’intera provincia, all’interno della quale più di una persona in passato sarebbe pronta a confermare di aver udito, provenienti direttamente dalle sue pareti, voci in lontananza che recitavano versi liturgici.
I Promessi Sposi in provincia di Vicenza?
Domenica mattina che comincia in provincia di Padova, e più precisamente nel comune di Monselice, un paese letteralmente infestato dai fantasmi. Il più famoso? Quello del Conte Monticelli, che ogni sera si aggirerebbe intorno al lago di Lispida alla ricerca di un’antica sirena che gli apparve in passato per indicargli la via per raggiungere dei fanghi miracolosi. Fantasmi e leggende riguarderebbero anche lo splendido castello medievale, nelle cui stanze risiederebbero gli spiriti del principe Jacopino da Carrara e della sua amante Giuditta, ma anche quello della terribile Avalda, che ospitava all’interno del castello i suoi numerosi amanti prima di ucciderli una volta soddisfatti i suoi piaceri.
Il vero fiore all’occhiello di questo fine settimana sulle strade del mistero arriva però in provincia di Vicenza, e più precisamente in località Orgiano, piccolo comune alle pendici dei Colli Berici. Un borgo come tanti, all’apparenza, se non fosse che nelle sue campagne, secondo la storia in questo caso ancor prima che la leggenda, avrebbero vissuto i personaggi a cui Alessandro Manzoni si sarebbe ispirato per i suoi Promessi Sposi. Una versione tutta da dimostrare, ma che trova valide fondamenta nelle dinamiche di un signorotto della zona, tale Paolo Orgiano, che richiamerebbe alla mente per sfumature e dinamiche il Don Rodrigo manzoniano. Orgiano venne condannato all’inizio del XVII secolo al carcere a vita per i torti e i soprusi commessi ai danni dei poveri contadini, tra i quali figurerebbero anche due giovani innamorati, Fiore e Vincenzo, che provarono a ribellarsi alla volontà del nobile seguendo una serie di vicende, e con l’aiuto di una serie di personaggi, che sembrano davvero riprendere fedelmente le stesse trame raccontante dal Manzoni nel suo capolavoro letterario scritto nel XVIII secolo.
Verona e l’Arena del demonio
I Promessi Sposi in provincia di Vicenza? Una suggestiva ipotesi. Un’altra, ancora più surreale, riguarda un simbolo indiscusso del Veneto ed in generale di tutto il nord Italia: l’Arena di Verona.
In questo caso però la leggenda assume i connotati assoluti dell’immaginazione, seppur spalleggiata dalla non definita data di riferimento che la storia conferisce alla costruzione del famoso anfiteatro della città che fu, sempre secondo la leggenda, la stessa dell’amore burrascoso tra Romeo e Giulietta.
Ecco allora la versione, tramandata nei secoli come la più classica delle leggende metropolitane, secondo la quale l’Arena di Verona sarebbe stata realizzata, nel giro di una sola notte, da parte di un gentiluomo veronese che per scongiurare una condanna a morte inflitta nei suoi confronti si impegnò di costruire questo magnifico anfiteatro e di donarlo alla città. L’uomo per mantenere la promessa fatta fu costretto a vendere la propria anima al diavolo, così che intervenisse in suo aiuto in questa realizzazione del tutto soprannaturale. Secondo molti veronesi sarebbe proprio questa la spiegazione per il fatto che non si ha una data esatta in cui l’Arena sarebbe stata realizzata, ed anche quella che giustificherebbe la sua magnificenza architettonica.