Sport e natura sono le parole d’ordine per la nostra due giorni in Toscana. Una lunga pedalata di 62 chilometri attraversando due province e tanto verde. Siamo in Val di Chiana, quella zona che comprende tutto il bacino idrografico del Canale Maestro della Chiana, appunto. Andremo alla scoperta di una terra che deve alle opere dell’uomo, che l’hanno sottratta all’acqua, la sua esistenza e il suo sviluppo. Partendo da Arezzo costeggeremo il canale incontrando di tanto in tanto ponti, argini, calloni e colmate, tutte opere che nel corso del tempo sono state realizzate al fine di bonificare la zona. Passeremo per Foiano della Chiana, approderemo nella zona di Montepulciano e dei laghi per concludere il percorso nel borgo etrusco di Chiusi. Tutti in sella, si parte!
Come Arrivare
Il Sentiero della Bonifica si snoda tra Arezzo e Chiusi e può essere percorso da Nord a Sud e viceversa.
Arezzo: in auto autostrada A1 uscita casello Arezzo sia da nord che da sud; in treno linea FFSS Bologna-Roma, fermata stazione Arezzo. Chiusi: in auto autostrada A1, uscita casello Chiusi - Chianciano Terme, poi continuare sulla SS 146 fino a Chiusi; in treno linea Roma-Firenze-Bologna-Milano, fermata stazione Chiusi- Chianciano Terme.
Itinerario Sintetico
Primo Giorno
Mattina: Arezzo, Chiusa dei Monaci, Ponti d’Arezzo
Pomeriggio: Monte San Savino, Morciano della Chiana, Foiano della Chiana
Prima di iniziare il nostro percorso in bici lungo il Sentiero della Bonifica vale la pena fare un giro nel centro storico di Arezzo. Partiamo dalla Cattedrale e dalla Fortezza Medicea, entrambe situate nella parte più alta della città. Per ciò che riguarda la cattedrale è d’obbligo fare un salto all’interno visto che in essa sono conservate opere artistiche di inestimabile valore, prima fra tutti la Maddalena di Piero della Francesca. Proseguiamo scendendo verso Piazza Grande, cuore nevralgico della città e luogo in cui convivono armoniosamente diversi stili architettonici: dalle torri medievali, al rinascimentale Loggiato Vasariano, fino al Palazzo della Fraternità dei Laici che mescola tratti gotici e rinascimentali. A pochi passi dalla Piazza incontriamo la romanica Pieve di Santa Maria con la sua elegante facciata a colonnato e la Basilica di San Francesco, famosissima per la Cappella Bacci, dove si trova il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.
Abbandoniamo il centro cittadino per iniziare il nostro tour nel cuore naturale di quest’area, che dopo le opere di bonifica che l’hanno interessata, si è trasformata in un fiorente centro agricolo. Come punto di partenza scegliamo la Chiusa dei Monaci, opera architettonica dalla mole imponente costruita dai frati del monastero S. Flora e Lucilla di Arezzo come pescaia sul Canale Maestro. Immersi nel verde della natura e circondati da una terra vitale e rigogliosa saliamo di nuovo in sella e costeggiamo il Canale Maestro della Chiana giungendo nei pressi di Ponti D’Arezzo. Qui la moderna struttura in cemento armato che ci troviamo di fronte è il risultato dei diversi ponti costruiti nel corso del tempo per la necessità di dare continuità alla strada senese-aretina che passava proprio sopra la palude della Chiana.
Dopo il pranzo, per il quale non avrete che l’imbarazzo della scelta fra i tanti rinomati agriturismo che puntellano la campagna circostante, ricominciamo la nostra pedalata approdando nel tratto senese del Sentiero. Incontriamo Monte San Savino, piccolo borgo adagiato sul versante di ponente della Val di Chiana aretina nonché centro assai rinomato per la tradizionale arte delle ceramiche artistiche.
Un altro piccolo sforzo e dopo appena 7 chilometri approdiamo nella zona di Morciano della Chiana. Poco prima di questo centro possiamo optare per una piccola deviazione che non ci costerà troppa fatica visto che quella dobbiamo imboccare, a differenza del sentiero, è una strada asfaltata. Essa ci conduce alla Colmata di Brolio, opera di bonifica realizzata per prosciugare la palude che ricopriva il fondovalle della Chiana. Essa ha un’ampiezza complessiva di 30 ettari e la sua particolarità risiede nel fatto di essere l’unica di questo tipo ad essere ancora in opera.
Tornando lungo il sentiero della Bonifica e col pomeriggio che avanza continuiamo la pedalata godendoci i fantastici colori che ci regala il sole mentre pian piano se ne va. Campagne attraversate da lunghi vigneti, campi sconfinati e qualche podere isolato che svetta tra i colli. Senza neanche accorgercene, arriviamo alla meta finale di questa prima giornata: Foiano della Chiana. Il borgo, facilmente raggiungibile dalla pista ciclabile vanta origini etrusche, ed è rinomato per il suo Carnevale, il più antico d’Italia. In questo centro dalla forte tradizione agricola ci concediamo una meritata cena a base di prodotti tipici.
Dopo una ricca colazione e dopo aver riempito le nostre borracce partiamo di buon ora verso l’area di Montepulciano, la nostra prossima meta. Lungo il percorso incontriamo un’altra delle tante opere realizzate al fine di bonificare la Val di Chiana. Si tratta del Callone di Valiano. Lo scopo della costruzione, realizzata nel XVIII secolo per volere congiunto del Pontefice Clemente XI e Granduca di Toscana Cosimo III, era quello di regolare il livello delle acque dei laghi di Montepulciano e Chiusi in modo da rendere navigabile il Canale Maestro, principale via attraverso cui i prodotti agricoli potevano raggiungere Arezzo e i suoi mercati.
Dopo aver scattato una fotografia ci rimettiamo in marcia. Con la cittadina di Montepulciano che si scorge in lontananza tra le colline proseguiamo verso sud e dopo 8 chilometri ci troviamo di fronte l’omonimo lago, o “chiaro”, come fin dall’antichità era chiamato probabilmente per la limpidezza delle sue acque. Questo specchio d’acqua, che si estende per 150 ettari fino al confine con l’Umbria, è il luogo ideale per consumare il nostro pranzo al sacco e recuperare un po’ di energie. In questa zona, che comprende sia il lago che le terre che lo circondano, per la straordinaria varietà di specie di flora e fauna è stata istituita dalla Provincia di Siena una Riserva Naturale.
Siamo pronti per il rush finale e lasciandoci alle spalle il Lago di Montepulciano imbocchiamo la strada che ci conduce ad un altro specchio d’acqua, il Lago di Chiusi. Una leggenda vuole che in questo lago la Dea Luna venisse a specchiarsi ogni sera, per questo gli abitanti di Chiusi lo chiamavano lago “Chiaro di luna”. Anch’esso rappresenta ciò che resta della vasta palude che esisteva in Val di Chiana e così come il vicino lago di Montepulciano vanta una ricchissima varietà di specie animali e vegetali, un vero paradiso per i naturalisti e gli appassionati di birdwatching.
Le ultime pedalate ci portano a Chiusi, e proprio nel punto in cui si conclude il nostro itinerario incontriamo l’argine che segna il confine tra la Chiana Toscana e quella Romana realizzato per la regolazione dello scarico delle acque della palude a sud del lago di Chiusi.
Scendiamo finalmente di sella e spendiamo le ultime energie rimaste per un veloce tour nel centro di Chiusi, borgo famoso per i suoi reperti conservati all’interno del Museo Archeologico Nazionale Etrusco. Ma meritano una visita anche alcune tombe etrusche, il Museo della Cattedrale con i suoi codici miniati benedettini, l’antichissima Cattedrale di San Secondino, le catacombe di Santa Mustiola e Santa Caterina, nonché ai labirinti sotterranei di epoca etrusca del Labirinto di Re Porsenna.
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