Il week end che vi proponiamo questo fine settimana è all’insegna del vino, ma non di un vino qualsiasi, del famoso e celebrato Cabernet di Atina. Un vitigno coltivato da generazioni nel cuore dell’Italia, nei territori dove la provincia di Frosinone ancor prima che con il nome di Ciociaria è identificata con quello di Valle di Comino.
Lì, all’ombra della dorsale appenninica e del Parco Nazionale d’Abruzzo, tra inverni rigidi ed estati moderatamente piovose, si alternano condizioni climatiche ideali che permettono a questi vitigni di maturare in tranquillità e di produrre, a fine ottobre, in un vino dall’intenso color rosso e dal sapore forte e deciso. Se poi al cabernet si abbinano anche succulenti carni alla brace, formaggi stagionati, polente ed altri salumi, ecco allora che l’itinerario, che ha proprio nella cittadina di Atina il suo punto di partenza, diventa un vero e proprio tour enogastronomico, quanto mai consigliato a chi ama prodotti tipici e buona cucina, sicuramente meno a chi proprio in questo periodo ha deciso di controllare i chili in eccesso sulla bilancia.
Come Arrivare
Atina: Percorrere la SS 509, la Sora-Cassino fino all’uscita sulla provinciale Via Antica Sferracavallo, percorrere quest’ultima fino all’incrocio con Via delle Vecchie Rampe.
San Donato Val di Comino: Il paese di San Donata Val di Comino è praticamente da nord a sud dalla SS509. A cambiare sono soltanto le vie d’accesso al paese: se si arriva da nord bisogna prendere Via Piave, se si arriva da sud invece la strada da prendere è Via Napoli.
Il nostro punto di partenza come detto è Atina, piccolo comune di 4.500 abitanti nella provincia di Frosinone. La leggenda vorrebbe che a fondare Atina fosse stato addirittura il dio dell’agricoltura Saturno durante l’età dell’oro, e magari anche per questo motivo Atina è sempre stata negli anni sinonimo di storia antica e spiccate tradizioni agricole.
In termini di storia, il centro di Atina rischia di avvicinarsi non poco al più classico dei musei a cielo aperto, con le antiche mura risalenti al VII secolo a.c., i resti di monumenti e templi di epoca romana ed il Museo archeologico, ma anche, di più recente costruzione, lo splendido Palazzo Cantelmo (o palazzo ducale) e la Cattedrale di Santa Maria Assunta.
In termini di coltivazione della terra invece, questa è soprattutto la patria del Cabernet DOC di Atina. I primi vitigni iniziarono a fare la loro comparsa nella zona ad inizio del XIX secolo, per volere dell’imprenditore agricolo Pasquale Visocchi. Numerose le possibilità di entrare a stretto contatto con i luoghi simbolo di questo prodotto che ormai sta sempre più prevaricando i confini regionali e, in alcuni casi, anche quelli nazionali. Degustazioni presso gli antichi nobili vigneti, passeggiate a piedi ed addirittura gite a cavallo, un modo diverso e privilegiato per conoscere i lati più suggestivi di una tradizione plurisecolare.
A dieci chilometri di distanza da Atina, e poco più di diciassette minuti di auto, ecco il piccolo borgo di Piscinisco. Un caratteristico centro cittadino di appena 1250 abitanti da cui è possibile, attraversando una serie di boschi e sentieri sperduti, inoltrarsi direttamente nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Da Picinisco, al pari di altri comuni limitrofi, è possibile godere di una splendida panoramica della sottostante Valle di Comino.
Anche le campagne vicino a Picinisco sono fortemente caratterizzate da un’importante quantità di vigneti e dalla produzione del tipico Cabernet DOC di Atina. Vino che da queste parti trova un valido alleato, dal punto di vista enogastronomico, nell’altrettanto rinomato e tipico pecorino di Piscinisco. Una combinazione di sapori con pochi eguali in tutto il centro Italia e da cui difficilmente si riesce a non venir coinvolti, considerato che tutte le pittoresche trattorie che si incontrano lungo le strade del centro e delle frazioni annesse basano i loro menù proprio su questi due principali punti di riferimento: il pecorino ed il Cabernet.
Il giorno seguente sveglia presto, ma non prestissimo, e viaggio di appena dodici chilometri attraverso il cuore della Valle di Comino in direzione di un altro piccolo e suggestivo comune della zona: Gallinaro.
Gallinaro conta appena 1280 abitanti, ma nonostante le sue più che contenute dimensioni custodisce al suo interno non poche sfumature degne di nota. Qui vale sicuramente la pena fermarsi anche soltanto un momento nella piccola Cappella del Bambin Gesù, eretta nel 1975 nel luogo esatto in cui si sarebbe verificata l’apparizione del Bambino Gesù ad una giovane ragazza del posto. La piccola cappella del Bambin Gesù e l’apparizione ad essa collegata sono motivo ancora oggi di numerosi pellegrinaggi. Altro luogo sicuramente dalla forte valenza religiosa, ed anche lui a sua volta in passato mèta di pellegrinaggio, è la Cattedrale di San Gerardo.
Naturalmente però anche Gallinaro fa parte dei luoghi legati alla cultura del Cabernet di Atina. In qualsiasi momento dell’anno ci si trova, lungo le strade del paese non mancano numerose cantine, ricavate direttamente nel tufo, in cui il famoso vino della zona viene abbinato praticamente ad ogni prodotto presente nei menù. Se si dovesse segnare un periodo esatto sul calendario però, allora quello non potrebbe non essere il secondo fine settimana di agosto, quando nel paese si svolge la ormai rinomata Sagra del Cabernet e dei vini locali, conosciuta anche semplicemente con il nome di Festa del Vino. Per l’occasione le cantine di Gallinaro si riempiono di stand enogastronomici, le piazze si trasformano in palcoscenici dove si esibiscono artisti di strada e giocolieri, e poi, naturalmente, tanto ottimo ed immancabile vino Cabernet.
Il nostro week end nel cuore della Ciociaria finisce a San Donato Val di Comino. San Donato Val di Comino è un piccolo comune di appena 2.100 abitanti, un borgo composto prevalentemente da vicoli da cartolina e case antiche, arroccato sulle pendici dell’Appennino laziale ed avvolto dalle bellezze paesaggistiche di Monte Pizzuto e del Parco Nazionale d’Abruzzo.
La storia di San Donato Val di Comino è raccontata direttamente dai suoi monumenti, primo fra tutti lo splendido Santuario di San Donato ed il Duomo in cui sono conservate le reliquie di Santa Costanza, ma anche l’ottocentesca dimora di Palazzo Quadrari ed il palazzo di origine asburgica di Tata-Perrelli.
La San Donato Val Comino a tavola è invece quella dell’oliva marina, da cui si produce il famoso olio locale, e della famosa Marzolina, formaggio dalla forma piccola e prodotto con il latte di capra. Anche San Donato Val Comino naturalmente è inserito nell’itinerario attraverso i luoghi simbolo del Cabernet di Atina DOC, ed è anche e soprattutto da queste parti che questo ricercatissimo vino rosso dal gusto forte e prelibato viene prodotto, ogni anno, nelle prime settimane di ottobre, prima di trasformarsi a tutti gli effetti nell’assoluto protagonista delle tavolate delle più originali osterie della zona.