All’insegna della natura
Sapori golosi della Lunigiana
La Lunigiana, una delle regioni gastronomiche più antiche d’Italia, vanta specialità culinarie che sono il frutto dell’unione tra popoli e tradizioni diverse.
Il nostro week end ci porterà alla scoperta dei gustosi funghi, castagne e tanto altro all’insegna della natura!
Le tappe “golose” del nostro itinerario sono Fivizzano, Pontremoli e Zignago.
Come Arrivare
Per raggiungere Fivizzano: prendere l’autostrada A15 e uscire ad Aulla, proseguire per la strada statale S3 fino a Fivizzano.
Per raggiungere Pontremoli: prendere l’autostrada A15 e uscire a Pontremoli proseguire per la strada statale SS 62.
Per raggiungere Zignago: prendere l’autostrada A12 e uscire a Brugnato proseguire per la strada statale 566 fino a Zignago.
Itinerario Sintetico
Primo Giorno
Mattina: Fivizzano, nel cuore della Lunigiana
Pomeriggio: I castelli di Fivizzano e i “Frgadei”
Secondo Giorno
Mattina: La “torta d’erbi” di Pontremoli
Pomeriggio: Zignago e i dolci “canestrelli”
Fivizzano, nel cuore della Lunigiana
La prima tappa del nostro itinerario è Fivizzano, situata nel cuore della Lunigiana che venne molto amata da Carducci che la definì “una perla sperduta tra i monti”. Il paese si sviluppa tra il passo del Cerreto e le vette suggestive del Pizzo d’Uccello.
E’ attraversata dal torrente Rosaro ed ha una storia che è tra le più antiche dei paesi della Lunigiana. Numerose sono le testimonianze del passato che è possibile ammirare nel suo centro storico.
Tra i palazzi nobiliari che circondano le strade ricordiamo Palazzo Cojari il quale si affaccia proprio sulla piazza Medicea, Palazzo Fantoni costruito a fine XVII secolo per volere di Terenzio Fantoni su disegno progettuale di Carlo Bergamini, il Palazzo Civico ristrutturato dopo il terremoto del 1920 perse la torre civica centrale con gli affreschi.
Da non perdere Villa La Pescigola eretta nel 1779 ha pianta a forma di ferro di cavallo, possiede un bellissimo giardino all’italiana che venne rielaborato nel XIX secolo all’inglese da Felice Adami; Villa Giannetti, in località Ponte di Monzone viene eretta a fine XVII secolo su un prospetto di tre piani venne successivamente dotata di cappella gentilizia e affrescata all’interno da Stefano Lemmi.
I castelli di Fivizzano e i “Frgadei”
A Fivizzano è possibile ammirare suggestivi castelli di sapore medievale che conservano intatto il fascino delle antiche tradizioni.
Tra quelli da non perdere segnaliamo, il Castello della Verrucola venne dominato dai Bosi e nel 1300 Spinetta Malaspina ne divenne il proprietario ampliando la struttura e ingrandendo l’intero complesso. Da non perdere la sala d’armi al piano terra costruita su un pilastro ottagonale, venne restaurato dallo scultore Pietro Cascella che ne è oggi il proprietario.
Il Castello dell'Aquila di Gragnola, è stato costruito su una collina fortificata tra la valle del Lucido e l’Aulella, eretto tra il IX e X secolo per volere dei Bianchi di Erberia.
Suggeriamo una visita alle chiese di Fivizzano, tra quelle da non perdere c’è la Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio, risale al XIV secolo quando il Vescovo di Luni diede il permesso ai fivizzanesi di costruire la prima chiesa nel paese.
Fu ingrandita nel 1576 ed oggi presenta tre navate con quindici colonne; all’interno vi si trovano la cappella del Sacro Cuore, la cappella del Carmine, alcuni pregevoli dipinti della scuola di Andrea del Sarto.
Da non perdere a Fivizzano, l’Oratorio di San Carlo Borromeo eretto nel 1706 era posto vicino alle carceri del paese, perse l’alto campanile dopo il terremoto del 1920.
Tra i gustosi piatti tipici della gastronomia locale segnaliamo la polenta e il castagnaccio ma sono i “Frgadei” a farla da padrone a Fivizzano.
Questo piatto è conosciuto anche come “polenta incatenata” a base di farina gialla viene condita con il brodo ottenuto dalla macellazione del maiale, patate, fagioli e con una spruzzata di formaggio pecorino, il tutto all’insegna delle antiche e semplici tradizioni del passato.
La “torta d’erbi” di Pontremoli
Pontremoli è situato nella parte settentrionale della Toscana, a ridosso dell’Appennino tosco-emiliano, è attraversato del fiume Magra e dai torrenti Verde e Gordana.
L’antico “ponte tremulus” è ricco di edifici storici e ricchi di cultura, tra i principali segnaliamo la Chiesa di San Nicolò conosciuta già nel 1126 vanta origini ancora più antiche si trova ai piedi del castello del Piagnaro e venne ristrutturata nel corso del Medioevo. All’interno presenta navata unica, una tela di Giuseppe Bottani e una statua lignea raffigurante un Cristo nero.
Il Castello del Piagnaro è uno dei luoghi più suggestivi di Pontremoli, eretto sulla sommità del “Sommoborgo” venne più volte ricostruito nel corso dei secoli. Presenta una torre semicircolare del 1400 ed è circondato da alcune costruzioni che gli conferiscono un aspetto di caserma.
Uno dei piatti prelibati della tradizione culinaria di Pontremoli è la “torta d’erbi” una gustosa focaccia ripiena di spinaci, bietole e porri con l’aggiunta di fegatini di pollo e salumi.
Questo piatto viene preparato secondo l’antica ricetta che prevede l’uso di strutto e pasta sfoglia cotta sui testi, dei recipienti in coccio tipici dell’arte culinaria della Lunigiana.
Zignago e i dolci “canestrelli”
L’ultima tappa dell’itinerario è Zignago in provincia di La Spezia, di origini preistoriche e impreziosito in età medievale da castelli e chiese degne di essere visitati. Tra questi il Castello di Zignago, il castello di Serra Maggiore e la bellissima chiesa della Madonna del Dragone.
Una delle specialità gastronomiche di Zignago sono i “canestrelli” dolci famosi in tutta la Val di Vara, preparati con l’aggiunta di poco zucchero e dall’aspetto molto semplice quanto buono!
I canestrelli sono delle grandi ciambelle con un foro al centro preparati con uova e zucchero, secondo l’antica tradizione che è legata a riti pagani. Si narra infatti che i canestrelli venissero portati in dono alla Dea Madre come segno propiziatorio e richiesta di fertilità.