La storia della Calabria è una storia antica, una storia che parla di dominazioni e di cultura, di arte e di ricchezza. Una storia che è ancora oggi ben presente. Ne sono visibili le tracce, rappresentate dai castelli e dalle torri di avvistamento che punteggiano l’intera regione, sulla costa come nell’entroterra.
I castelli che disegnano lo skyline calabrese sono davvero tanti: ce ne sono nella parte settentrionale, nella provincia di Cosenza, e in quella meridionale, nei dintorni di Reggio Calabria e affacciati sullo stretto di Messina, che divide Calabria e Sicilia; ce ne sono sul Tirreno come sullo Ionio, tra le province di Vibo Valentia e Crotone. Castelli e fortificazioni che iniziarono a sorgere a partire dall’anno Mille ma la cui costruzione durò fino al XVI secolo, attraversando le dominazioni angioina, aragonese, sveva e normanna.
Conoscerli tutti in un solo weekend è praticamente impossibile; in due giorni si dovrebbe attraversare l’intero territorio della regione, tra città e piccoli borghi, sparsi sulle coste e nell’entroterra. L’itinerario che vi proponiamo, invece, è concentrato nella provincia di Crotone, dove sorgono alcuni dei manieri meglio conservati, costruiti tra il IX e il XVI secolo per difendere il territorio dall’assalto dei pirati saraceni.
Come Arrivare
Isola di Capo Rizzuto: Per raggiungere Isola di Capo Rizzuto partendo da Nord, imboccare la A3 Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita Rende/Cosenza Nord. Seguire poi le indicazioni per Cosenza e imboccare la SS107 per circa 110 km. Arrivati quasi a Crotone, prendere la SS106 verso Isola di Capo Rizzuto. Partendo da Sud, invece, uscire dalla A3 in direzione Salerno a Catanzaro e seguire la SS280; arrivati sul mare, seguire la SS106 fino a Isola di Capo Rizzuto.
Cirò Marina: Per raggiungere Cirò Marina da Nord, seguire la A3 Salerno-Reggio Calabria fino a Sibari. Una volta fuori dall’autostrada, imboccare la SS534, seguendo le indicazioni per Cassano Jonico/Sibari/Saracena/Taranto. In prossimità del mare, svoltare sulla SS106radd e poi seguire la SS106 per uscire a Cirò Marina Nord. Da Sud, basta seguire la strada per Isola di Capo Rizzuto e proseguire lungo la SS106, oltrepassando Crotone.
Il nostro weekend tra i castelli della Calabria parte da Isola di Capo Rizzuto, un comune di circa 15 mila abitanti in provincia di Crotone. Il nostro punto di partenza, però, non è il centro del paese bensì una frazione, Le Castella, situata a circa dieci chilometri. A Le Castella sorge un antico maniero, risalente al XV secolo: il castello così come si può ammirare oggi fu, infatti, costruito dagli Aragonesi per difendere il Regno di Napoli dalle invasioni di pirati e corsari saraceni; la sua realizzazione, tuttavia, risale almeno a due secoli prima, al periodo Angioino. Il Castello Aragonese, come è conosciuto, sorge su un isolotto, collegato alla spiaggia e alla terraferma da un lembo di terra. Ma perché “Le Castella”? Il nome plurale deriverebbe dagli altri castelli situati lungo la costa; una serie di costruzioni e fortificazioni che, nel tempo, sarebbe stata misteriosamente inghiottita dal mare. Una sosta al Castello Aragonese è d’obbligo per conoscere la storia della Calabria, una storia fatta di stratificazioni culturali successive che hanno regalato a questa terra un fascino unico. Prima di partire alla scoperta di questa e altre storie, è tempo di fermarsi per il pranzo: a Isola di Capo Rizzuto non avrete certo problemi a trovare un bel ristorantino con vista sul mare dove degustare i prodotti tipici della gastronomia calabrese.
Dopo pranzo, si riparte. La nostra prossima tappa è Crotone, da raggiungere proseguendo lungo la SS106. Arrivati in città, dirigetevi subito verso la parte antica, dove rimarrete a bocca aperta davanti all’imponenza del Castello di Carlo V e delle sue torri. Le prime testimonianze relative alla costruzione dell’edificio lo fanno risalire all’840, quando il castello fu realizzato per difendere la città e i territori circostanti dalle invasioni dei Saraceni. Il maniero deve tuttavia il suo nome a Carlo V, re di Spagna e sovrano del Sacro Romano Impero, che ordinò profonde modifiche alla costruzione originaria alla fine della prima metà del XVI secolo. Il Castello merita di essere ammirato in tutta la sua maestosità; notevoli le due torri, la “Torre Aiutante”, più massiccia, e la “Torre Comandante”, tutte ben conservate anche grazie a un recente restauro. Anche l’interno vi lascerà piacevolmente sorpresi: ospita infatti una sezione del Museo Archeologico Nazionale di Crotone, all’interno del quale sono conservati numerosi reperti di età medievale. È quasi sera, è arrivata l’ora di cercare un posto dove dormire, prima di partire per le altre due tappe del nostro viaggio.
Per la terza tappa del nostro weekend, ci allontaniamo dalla costa ionica per dirigerci verso il paese di Santa Severina, sempre in provincia di Crotone. Il tragitto è lungo circa 30 chilometri e si snoda quasi intermante lungo la SS107 Silana-Crotonese. A Santa Severina sorge uno dei castelli più belli e meglio conservati dell’intera regione: il Castello Normanno, conosciuto anche come Castello di Roberto il Guiscardo, dal nome del re che ne ordinò la costruzione nel XI secolo. Si tratta di una delle fortezze militari più imponenti d’Italia, visto che si sviluppa su una superficie di circa 10 mila metri quadri. Pur essendo ben conservato, il castello ha subito una lunga opera di restauro a cavallo degli anni ’90; durante i lavori sono stati anche ritrovati vari reperti archeologici, risalenti fino al periodo della Magna Grecia. Il tocco in più offerto dal Castello normanno di Santa Severina è però rappresentato dalla vista spettacolare di cui si può godere dall’alto delle quattro torri cilindriche che lo circondano: una vista che spazia sull’ampia valle del fiume Neto e si spinge oltre, fino alle colline del marchesato di Crotone. Oltre a visitare il Castello, però, non perdete l’occasione per fare un giro del paese: ne vale la pena, tanto che Santa Severina fa parte dei borghi più belli d’Italia. Semmai, approfittatene per mangiare qualcosa.
Dopo questo breve break nell’entroterra, nel pomeriggio si ritorna sulla costa. L’ultima tappa del nostro weekend arriva a Cirò Marina. Il paese è un’importante località balneare affacciata sul mar Ionio, che per ben dodici volte ha ricevuto la Bandiera Blu per le sue spiagge (l’ultima proprio quest’anno, nel 2012). Quello da Santa Severina a Cirò Marina è lo spostamento più lungo del nostro fine settimana, 45 chilometri per un’ora circa di cammino. Arrivati in paese non troverete un vero e proprio castello ad attendervi ma due torri che rappresentano i cardini di un antico sistema difensivo e di avvistamento: la “Torre Nuova” e la “Torre Vecchia”. La prima sorge in Contrada Brisi, risale alla fine del XVI secolo e fu voluta dal marchese Vespasiano Spinelli. La seconda, invece, è situata lungo il pendio che unisce Madonna di Mare alla costa: la torre fu probabilmente costruita in seguito alle prime invasioni dei pirati saraceni. Dalla Torre Vecchia si può godere di un panorama spettacolare: rimarrete sospesi nel tempo e nello spazio, con lo sguardo che si spinge fino all’ultimo orizzonte.