Mare e collina in provincia di Ancona
Su due ruote nelle Marche
Lo sport fa bene. Meglio ancora quando si unisce la passione per lo sport, il ciclismo in questo caso, alla possibilità di visitare uno degli angoli più belli e meglio custoditi della nostra penisola, in provincia di Ancona. Non serve essere ciclisti professionisti per farcela. Il percorso che abbiamo scelto misura circa 50 chilometri in tutto, non presenta particolari difficoltà ed è adatto anche alle famiglie.
Cinquanta chilometri e quattro paesi da visitare. Si parte da Senigallia, pochi chilometri a nord di Ancona, e si torna nella stessa cittadina marchigiana. In mezzo alcuni dei punti più belli che questa regione può offrire: la prima tappa del giro, termine perfetto visto che si parla di pedali e biciclette, arriva a Monterado. Un pranzetto veloce (meglio rimanere leggeri!) e si riparte alla volta di Corinaldo, piccolo comune tra i borghi più belli d’Italia.
Il secondo giorno la strada sale un po’, un piccolo strappo e si arriva a Ostra. Una sosta per aggirarsi tra i vicoli di questo comune di origine medievale e poi di nuovo sui pedali: inizia la parte finale del nostro tour. L’arrivo è di nuovo a Senigallia: c’è ancora il tempo per visitare la città, fermarsi a mangiare qualcosa e rilassarsi con una passeggiata sul lungomare.
Da Senigallia a Monterado
Come in ogni itinerario cicloturistico, lo spostamento è parte del viaggio. Lungo la strada che da Senigallia porta a Monterado il paesaggio cambia spesso. Partiamo a pochi metri dal mare e seguiamo il lungomare quasi fino alla fine; poco prima che la strada finisca, svoltiamo a sinistra e ci dirigiamo verso l’entroterra, lungo la Strada Provinciale della Val Cesano: dopo qualche chilometro, l’azzurro del Mare Adriatico è ormai alle spalle e davanti a noi c’è il verde intenso delle colline, che ci farà compagnia in questi due giorni di vacanza. La prima tappa ci porta a Monterado, piccolo comune dell’entroterra, con una popolazione di circa duemila abitanti. È un tipico borgo medievale e la cosa migliore da fare, una volta arrivati e fermate le bici, è quella di addentrarsi tra le stradine e i vicoli che costituiscono il tessuto del paese. In Piazza Roma, la piazza principale di Monterado, sorge Palazzo Cinciari. Il Palazzo è conosciuto anche come Castello di Monterado e rappresenta la principale testimonianza della storia del borgo. La sua costruzione affonda le radici nel Cinquecento ma la forma attuale dell’edificio è opera di Luigi Vanvitelli, architetto italiano attivo nel Settecento e ricordato soprattutto per aver progettato la Reggia di Caserta. L’edificio e l’enorme parco che lo circonda non possono essere visitati; il Castello è di proprietà privata, fa parte del circuito delle Residenze d’Epoca e ospita ricevimenti e feste. Visto che il tempo a disposizione non è molto, è già ora di mangiare e poi torniamo in sella: nel pomeriggio ci aspetta uno dei Borghi più belli d’Italia.
Da Monterado a Corinaldo
La seconda tappa del tour ci porta a Corinaldo, uno dei paesi più belli e ricchi delle Marche. Ci conviene partire presto da Monterado: avremo così più tempo a disposizione per girare questo piccolo borgo che, nonostante le ridotte dimensioni (circa 5 mila abitanti) presenta tante attrazioni turistiche. Arrivare a Corinaldo è semplice: i nove chilometri circa che separano le due località si snodano lungo la Strada Provinciale Senigallia-Albacina che ci conduce alle porte del paese, prima di congiungersi con la Strada Provinciale dell’Acquasanta. Il paese colpisce già dall’esterno: è circondato da una cinta muraria perfettamente conservata e il panorama che si vede dall’alto dei bastioni è l'ideale per respirare appieno lo spirito di questo weekend su due ruote. Il centro principale del borgo è la Piaggia, una lunga scalinata sulla quale si affacciano splendidi edifici e dalla quale partono tutti i vicoli che caratterizzano il centro storico di Corinaldo; lungo uno di questi sorge una casa molto particolare, fatta della sola facciata. È la casa di Scuretto, un ciabattino amante del vino, protagonista di una storia molto divertente: il figlio di Scuretto era emigrato in America e periodicamente inviava al padre dei soldi per permettergli di costruire una casa. I soldi, però, venivano spesi nelle osterie e della casa venne costruita solo la facciata, con tanto di numero civico. Quella facciata è tuttora visibile e merita una sosta. Sempre nel centro del paese sorge il Santuario di Santa Maria Goretti e la casa natale della bambina canonizzata da Papa Pio XII nel 1950. In virtù della sua vocazione turistica, Corinaldo offre varie possibilità di sistemazione: non ci sarà difficile trovare un B&B dove dormire e riposare, in attesa di riprendere il giro.
Da Corinaldo a Ostra
Il nostro secondo giorno inizia con un po’ di saliscendi. Da Corinaldo imbocchiamo la Provinciale dell’Acquasanta e poi la Corinaldese; la strada scende per quasi dieci chilometri fino a Passo di Ripe, per poi riprendere a salire in direzione di Ostra, il piccolo borgo (circa seimila abitanti) dove ci conduce la terza tappa del nostro itinerario su due ruote. Il panorama è di quelli che rinfrancano lo spirito e fanno dimenticare la fatica delle pedalate: attorno a noi si estendono le colline marchigiane che con i loro colori e i loro odori costituiscono lo scenario perfetto per il nostro viaggio. Ostra non tarda a farsi riconoscere. Il centro storico è circondato da una cinta muraria di epoca tardo medievale perfettamente conservata: un ottimo biglietto da visita. Dal 2003 Ostra si può fregiare della Bandiera Arancione, attribuita dal Touring Club Italiano a quei borghi dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. Il centro nevralgico del paese è rappresentato da Piazza dei Martiri, situata nella parte “alta” del centro storico, alla confluenza delle tre strade principali: via del Teatro, corso Mazzini e via Gramsci. Su Piazza dei Martiri si affacciano anche il settecentesco Palazzo Comunale e la Torre Civica, risalente al XVI secolo e ricostruita nel 1950 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Durante il nostro girovagare mattutino, lo sguardo viene catturato dai palazzi gentilizi, come il seicentesco Palazzo Menchetti o come Palazzo Luzi Fedeli Gabuzzi (XVII secolo) e Palazzo Pericoli (XVIII secolo), entrambi affacciati su corso Mazzini, e dal Santuario della Madonna della Rosa, che sorge poco lontano dal centro storico. Il giro in bicicletta e la successiva passeggiata per le strade di Ostra ci hanno portato un certo appetito, non ci resta altro da fare che fermarci in uno dei tanti ristoranti che propongono piatti tipici della gastronomia marchigiana. Con un’unica avvertenza: meglio non appesantirci, nel pomeriggio si riparte!
Da Ostra a Senigallia
Coma promesso (o minacciato, fate voi), eccoci di nuovo in bicicletta. Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro weekend marchigiano e torniamo al punto di partenza, sul lungomare di Senigallia. Prima, però, ci sono circa 15 chilometri da percorrere. Questa volta a rimanere alle nostre spalle sono le dolci colline marchigiane mentre poco alla volta l’orizzonte si colora di azzurro. L’azzurro del Mare Adriatico, punto di partenza e di arrivo del nostro weekend. Senigallia è anche il centro più grande tra quelli toccati dal nostro itinerario, una cittadina con più di 45 mila abitanti, famosa soprattutto come destinazione balneare (è Bandiera Blu dal 1997). Al di là del mare, Senigallia è un fiorire di arte e di monumenti, attraverso cui ripercorrere la lunga storia della cittadina. Fondata nel III secolo a.C. dalla tribù gallica dei Senoni, Senigallia è sempre stata protagonista della storia della nostra penisola, attraversando il Medio Evo e il Rinascimento, fino ad arrivare ai giorni nostri. I segni di questa lunga storia sono ancora visibili in città, dall’Area Archeologica “La Fenice”, dove si possono visitare importanti reperti di epoca romana, al Palazzo Ducale, da Piazza Roma, con il seicentesco Palazzo del Governo, alla Rotonda a Mare, sede di mostre e convegni durante la stagione estiva. Proprio la Rotonda è il traguardo ideale del nostro breve giro delle Marche. Ci è rimasto solo il tempo di una buona cena a base di pesce (d’altra parte ora siamo sul mare) e poi si torna a casa…