Da Turri a San Gavino Monreale passando per Villanovafranca, un percorso di circa 50 km distribuito nelle due giornate del week-end per scoprire il pittoresco territorio di questa parte della Sardegna, le magnifiche testimonianze storiche che ospita e naturalmente per gustare i sapori speziati di questa terra dove a prevalere è soprattutto il delicato profumo dello zafferano, l’oro rosso per eccellenza e spezia fondamentale della cucina subregionale sarda.
Come Arrivare
Turri: Per raggiungere Turri si percorre la SS131 fino all’imbocco con la SS442 e si prosegue verso Assolo. Infine ad Albagiara si prosegue sulla SP35 fino a Turri. San Gavino Monreale: Per raggiungere San Gavino Monreale si percorre la SS131 e all’incrocio con la SP62 si prosegue verso San Gavino. Villanovafranca: Percorrere la SS131 e si prosegue sulla SP62 verso San Gavino Monreale. Da qui si continua percorrendo la SS197 fino a Villanovafranca.
Itinerario Sintetico
Primo Giorno
Mattina: Turri
Pomeriggio: Sapori speziati alla Sagra dello zafferano
Secondo Giorno
Mattina: Nuraghi di Su Mulinu
Pomeriggio: Archeologia industriale a San Gavino Monreale
Nel vasto territorio pianeggiante della Marmilla sorge l’incantevole paesino di Turri. Le numerose testimonianze storiche di Turri si mescolano con il pittoresco paesaggio che lo circonda con mille profumi e colori, dal verde vivo dei campi coltivati e pronti per il pascolo, ai colori vivaci della nuda terra sarda. Soffermandosi a guardare la bellezza generale del paesaggio è inevitabile ammirare, poco distanti dal centro del paese, le incredibili torri in pietra della civiltà nuragica tutt’ora presenti nel territorio. Da non perdere è il centro storico di Turri occupato da eleganti edifici del XVII e XIX secolo e dove è possibile vedere da vicino le caratteristiche abitazioni della Marmilla conosciute come case a corte, abitazioni circondate la alte mura che ospitano ampi cortili e piccoli orti.
E’ dedicato al prodotto della Marmilla per eccellenza l’evento gastronomico che si tiene ogni anno in autunno nei principali borghi di Turri, Villanovafranca e a San Gavino Monreale, stiamo parlando della Sagra e Fiera internazionale dello zafferano, la caratteristica spezia che trova in questo territorio la sua principale espressione. Il famoso oro rosso, infatti, è uno degli ingredienti principali della cucina sarda, utilizzato per aromatizzare ed esaltare i gusti di piatti, liquori e soprattutto dolci. Durante la sagra avrete l’occasione di riscoprire i gustosi sapori di una gastronomia antica, di acquistare i prodotti tipici del territorio e di assaporare il gusto speziato e deciso della cucina della Marmilla resa ancora più particolare ed unica dal delicato sapore aromatico dello zafferano.
A soli 20 minuti da Turri il nostro week-end prosegue verso Villanovafranca, l’incantevole paesino circondato dalle morbide colline della Marmilla. Anch’esso produttore del raffinato zafferano, Villanovafranca gode di numerosi punti panoramici dove osservare le tante faccettature del paesaggio circostante, una fertile campagna coltivata occupata dalle rovine dell’antico castello dei Las Plassas, il piccolo agglomerato di Las Plassas e naturalmente le pittoresche chiesette che testimoniano l’antica e profonda devozione della popolazione.
Ad arricchire di importanza e fascino il piccolo paesino è soprattutto la presenza dell’antico sito archeologico di Su Mulinu, un complesso nuraghe che conserva al suo interno un imponente altare monolitico. Molti dei reperti rinvenuti nella zona del nuraghe sono oggi conservati nel museo archeologico omonimo.
Ultima meta del nostro itineraio è San Gavino Monreale, la cittadina nel cuore del Medio Campidano che attira un consistente numero di turisti non solo per la gustosa cucina sarda che propone, ma anche per le sue fonderie ormai cadute in disuso e divenute oggi un forte richiamo per gli appassionati di archeologia industriale attirati dall’architettura degli edifici industriali di inizio secolo. Passeggiando lungo il centro storico di San Gavino, che conserva tutt’ora testimonianze delle antiche dominazioni sul territorio, si raggiunge il Sa Moba Sarda, il museo che racconta le principali tappe della cultura agricola del territorio e prima del processo di industrializzazione, presentando una serie di oggetti, foto e strumenti di notevole valore storico. Intorno all’incantevole cittadina l’intera campagna è occupata dalla coltivazione dello zafferano e la lavorazione della famosa spezia rossa è tutt’ora una tradizione tramandata di generazione in generazione.